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detective privato
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Professione detective privato

Se controllate lo specchietto retrovisore della vostra auto e scrutate tra i passanti per individuare eventuali volti ricorrenti durante la vostra giornata, evidentemente avete timore di essere pedinati da un detective privato. Tuttavia non è semplice per coniugi fedifraghi e soci infedeli “seminare” gli occhi privati sguinzagliati da mogli infuriate e partners d’affari per raccogliere elementi di prova che possano inchiodare i presunti traditori. Non è semplice poiché la figura del detective privato ha conosciuto una netta evoluzione negli anni consolidando vari aspetti del proprio universo professionale.

Innanzitutto una piccola rivoluzione è stata causata dalla riforma normativa del 2010 che ha introdotto la liceità del pedinamento tecnologico attraverso dispositivi di segnalazione GPS, consentendo ai detectives quindi di poter pescare con disinvoltura e tranquillità nella tecnologia, attraverso un adeguato cappello normativo. Anche le recenti sentenze della Corte di Cassazione che hanno sancito la legalità in alcune situazioni, dell’utilizzo di microspie in automobile, creano scenari nella “investigative praticte” tali da entusiasmare gli addetti ai lavori, meno chi potrebbe subire gli effetti del loro entusiasmo. Un divario tra opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico e mezzi leciti utilizzabili dal detective privato, che tuttavia persiste in larga misura.

Gli investigatori privati, nonostante la tecnologia lo consenta, non possono utilizzare sofisticate telecamere, microfoni direzionali, microspie ambientali, dispositivi di intercettazione ed inoltre non possono ottenere tabulati telefonici o testi di Watsapp e SMS. La maturazione professionale della figura del detective tuttavia non è chiaramente legata, se non per la parte strumentale, al contesto tecnologico; il riordino del comparto, la crisi di altre aree del terziario avanzato al cospetto del contestuale sviluppo delle investigazioni private, ha creato un indotto in termini di offerta formativa universitaria, mercato del lavoro, opportunità imprenditoriali.

Questo benefico mix ha comportato uno svecchiamento della categoria e un innalzamento del numero medio dei laureati all’interno della medesima nonché di una maggiore articolazione e strutturazione imprenditoriale. In termini di conseguenze pratiche il detective privato del 2015 non sempre lavora solo ma anzi, sempre più spesso, in team avvalendosi dei CIIE (Collaboratori Investigativi per le Indagini Elementari) ,  con un equipaggiamento tecnologico di tutto rispetto e con una buona preparazione giuridica di base. Il detective privato italiano sta uscendo da un limbo fatto di indeterminatezza anche normativa e di improvvisazione, nel quale è rimasto per decenni, per proiettarsi in un futuro più nitido e definito e certamente maggiormente articolato.

Se negli anni 70/80 l’impiego delle agenzie investigative era concentrato soprattutto nella sfera matrimoniale e nei tradimenti in generale, oggi  il dek di utilizzo presenta almeno 4/5 macro categorie, recepite dallo stesso Legislatore che ha differenziato altrettante autorizzazioni di polizia. Il detective privato viene ingaggiato per interessarsi anche delle classiche “corna” che restano un buon percentile del proprio fatturato,  ma anche per rintracciare persone scomparse, controllare i comportamenti dei figli, per produrre prove ai fini dell’affido dei minori, inchiodare stalker o autori di mobbing lavorativo, solamente per restare nell’ambito dei servizi afferenti la sfera privata e personale.

Se si allarga la visuale alle “business investigations” allora si potrà immaginare un detective privato sulle orme di un socio infedele che passa segreti industriali ad imprese concorrenti, che tampina il dipendente assenteista per infortunio mentre fa jogging nel parco od infine che individua carichi di merce contraffatta in barba alle regole del copyright o del made in Italy.