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borsa lavoro
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Che cos’è una borsa lavoro e come funziona

Una borsa lavoro è uno degli strumenti messi a disposizione dallo Stato per lavorare e formarsi nello stesso tempo. La borsa lavoro, infatti, prevede l’inserimento lavorativo di quelle fasce considerate deboli o comunque degne di tutela, dai disabili alle donne, dagli under trenta fino agli over 35, dai disoccupati agli over cinquanta in cerca di un nuovo lavoro. Risponde quindi a esigenza di natura sociale oltre che lavorativa in senso stretto del termine. Prevede un’esperienza concreta di lavoro e per questo motivo viene considerata formativa.

Una borsa lavoro da Bolzano fino a Palermo risponde quindi a degli scopi ben precisi. Oggi, infatti, sappiamo bene che il tasso di disoccupazione, soprattutto quello giovanile, è elevatissimo e tocca punte mai raggiunte dal secondo dopoguerra, proprio per questo i vari governi hanno messo a disposizione dei datori di lavoro degli strumenti che facilitassero un eventuale inserimento lavorativo in azienda da parte dei giovani e dei meno giovani. Spesso la borsa lavoro è destinata a soggetti in condizioni svantaggiose, anche da un punto di vista prettamente economico.

Pensiamo a soggetti che sono disoccupati, a donne e madri magari che abbiano superato i quarant’anni, pensiamo a cinquantenni che magari sono stati messi in cassa integrazione dalla fabbrica in cui lavoravano e non riescono e reinserirsi nel mondo del lavoro. Ci sono anche borse lavoro particolari, destinate ad esempio a soggetti portatori di handicap o anche a minore considerati a rischio sociale o a persone che sono ex detenuti. Le borse lavoro, tuttavia, pur rispondendo a delle esigenze sociali, rappresentano un’occasione formativa e professionale a tutti gli effetti.

Da un lato c’è un’azienda che ospita, dall’altro c’è il soggetto che beneficia della borsa lavoro e che quindi viene inserito in ditta come un dipendente esattamente come tutti gli altri. La differenza sostanziale, tuttavia, è che in questo caso il cosiddetto borsista non viene pagato dal titolare dell’impresa, ma da un ente pubblico tramite fondi pubblici. A promuovere un progetto di inserimento lavorativo tramite borse lavoro può essere ad esempio la Regione, o il Comune o anche una Fondazione o una cooperativa o, ancora, un’associazione no-profit. Pur trattandosi di un rapporto di lavoro subordinato tout court, il lavoratore inserito tramite borsa lavoro gode comunque di un trattamento privilegiato, trovandosi in una condizione protetta da norme e controlli pubblici.

Dovrà ad esempio avere un tutor e un programma formativo vero e proprio, dovrà inoltre relazionare giorno per giorno in merito al proprio lavoro, con tanto di orari e compiti assegnatigli. Insomma, si tratta di un’esperienza controllata e vigilata dall’ente che la promuove, che va incontro sia al datore di lavoro che al borsista stesso.