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controllo partita IVA
controllo partita IVA

Professionisti, lavoratori autonomi e controllo partita IVA

Cos’è la partita IVA È un numero di 11 cifre, che identifica nelle prime 7 il contribuente (persona fisica o società), nelle successive 3 il Codice dell’Ufficio delle Entrate e nell’ultima una funzione di controllo. Questo codice individua un soggetto che esercita un’attività rilevante al fine dell’imposizione fiscale.   Apertura della partita IVA Chi avvia un esercizio di rilevanza per l’IVA (impresa, arte, o professione), inclusi i non residenti con una fissa organizzazione in Italia o che vogliono identificarsi direttamente, deve presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dall’avvio dell’esercizio. Il modulo da compilare e inviare si può scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate o richiedere presso gli uffici dello stesso ente:

  • Il Modello AA9/10 è per le persone fisiche (ditte individuali e lavoratori autonomi).
  • Il Modello AA7/10 è per le attività in forma societaria (condomini, fondazioni ed enti).
  • Il Modello ANR/3 è per i non residenti che vogliono identificarsi direttamente in Italia ai fini IVA.

Le modalità di presentazione sono:

  • Presentarsi all’Agenzia delle Entrate con un documento d’identità.
  • Inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno.
  • Inviare il documento telematicamente, usando il software dedicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Fatto ciò, bisogna ottenere dalla Camera di Commercio il codice ATECO riferito all’attività intrapresa e specificare se si tratta di regime dei minimi, o di contabilità ordinaria. Dopo la presentazione della dichiarazione firmata, sarà assegnato il numero di partita IVA, che non cambierà fino alla fine dell’attività.   Costi L’apertura è gratuita, ma per appurarne la convenienza bisogna calcolare il volume d’affari. Per una ditta, le spese sono:

  • 80-100 euro/anno.
  • Commercialista (circa 1000 euro/anno)
  • Contributi INPS (circa il 27% con l’eventuale aggiunta di un conguaglio se si superano i 13.819 euro).
  • Irpef e Irap (circa 3.300 euro/anno).

  Regime dei minimi Prevede una tassazione agevolata del 5%, senza gli aumenti, inizialmente ventilati, dell’aliquota INPS del 30,72%. L’aumento per i contributi previdenziali, tuttavia, nel 2016 arriverà al 28,72% e nel 2017 al 29,72%. Non ci sarà nemmeno l’innalzamento dei contributi per i professionisti “senza cassa”, iscritti alla Gestione separata INPS, che non siano iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria, o pensionati. Dal 2016, però, entrerà in vigore il nuovo regime forfettario, che comporterà l’abbandono di quello agevolato, cosa che comunque sarebbe successa al compimento del 35esimo anno d’età.   Controllo partita IVA Attualmente sono aperte 5,5 milioni di partite IVA, 3 delle quali sarebbero lavoratori autonomi senza dipendenti e professionisti individuali. Tramite un controllo partita iva, è emerso che una parte di queste avrebbe un solo cliente e sarebbe quindi “falsa partita IVA”. Gli esercenti l’attività, se non appartenenti a un ordine o elenco, dovrebbero essere assunti dal loro cliente, se si presentano in due anni consecutivi almeno due di queste circostanze:

  • Durata totale della collaborazione superiore a 8 mesi/anno (241 giorni, anche non continuativi).
  • Corrispettivo pari a più dell’80% delle entrate del collaboratore.
  • Postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del cliente.